INTRODUZIONE

 

In una epoca piena di paure, timori ed incertezze come quella attuale, non risulta certo facile parlare di isolamento sensoriale in quanto la società in cui siamo soliti vivere ci impedisce spesso non soltanto di andare oltre i nostri sensi, ma anche di usarne in modo esauriente il potenziale straordinario che essi racchiudono.

 

Quindi, il più delle volte percepiamo la realtà in modo parziale, incompleto ed approssimativo, fenomeno favorito da un consumismo dominante al quale si accompagnano una miriade di elementi che ci condizionano al punto da creare vere e proprie barriere comunicative sia nei confronti degli altri che di noi stessi.

 

Questo sito affronta il tema dell’isolamento sensoriale attraverso un percorso di conoscenza dello stesso ma anche di un suo superamento al fine di farci scoprire una realtà più vasta e più complessa rispetto a quella a cui siamo solitamente abituati quotidianamente.

 

Una realtà sicuramente più completa in grado di farci apprezzare maggiormente le meraviglie del nostro universo, i suoi misteri nonché lo scoprire che in effetti l’essere umano non è fatto di soli “sensi”, ma di molto…molto di più!



 

 

 

 

ORIGINI

Alla fine degli anni '80, quando frequentavo l'Università di Friburgo in Svizzera, fui invitato a un incontro interessante sul razzismo. 

 

Questo fenomeno all'epoca era molto preoccupante e tale incontro voleva dimostrare l'assurdità dei comportamenti ad esso legati.

 

Furono coinvolte 20 persone, 10 di sesso maschile e 10 di sesso femminile, di varie razze, cultura, età, ceto sociale, ecc...

 

Tutte però avevano un elemento  in comune: erano profondamente razziste.

 

L'esperimento cominciò prima con gli uomini.

 

Per alcuni minuti stettero a guardarsi in un perimetro delimitato.

 

Fu loro detto di indicare su un foglio di carta, in ordine decrescente, qual'era la persona che sopportavano di meno, e così via fino a quella invece che apprezzavano di più.

 

Ognuno di loro poi consegnò  il pezzo di carta ai conduttori dell'incontro.

 

A quel punto, i loro sensi primari furono isolati e dovettero stare per diversi minuti a toccarsi e ad interloquire tra loro nel più assoluto silenzio, in cecità e senza nemmeno l'apporto olfattivo.

 

Lo stesso esperimento fu poi fatto col gruppo comprendente  sole donne.

 

In entrambi i casi, i risultati furono sorprendenti e nessuna delle liste stilate dai partecipanti si rivelò esatta.

 

I gradi di apprezzamento furono in gran parte sconvolti.

 

Fu davvero un momento importante, perché fu la dimostrazione palese di quanto pregiudizievoli e limitati siano i nostri sensi nell'approccio col prossimo e quindi di quanto assurdi  

siano il razzismo e l'intolleranza.

 

Da quell'esperimento, promosso dal Centro Sociale Fries in collaborazione con l'Università di Friburgo, un gruppo di studiosi (in cui marginalmente mi inserii anch'io all'inizio) decise di ampliare il discorso dell'isolamento sensoriale totale anche alla sfera individuale, in cui si appurò quanto scritto largamente nel mio sito e in altri scritti miei e della mia compagna, Anna Russo, che di professione è medico.

 

Da qui si è sviluppato un percorso che permette un alto grado di rilassamento, di dialogare meglio col nostro corpo, il nostro essere e l'ambiente che ci circonda, di acquisire una maggiore consapevolezza sul come usare i nostri sensi e di quali siano effettivamente la loro importanza e il loro ruolo, di riconoscere e riscoprire tutto il mondo extrasensoriale che fa parte di noi (da cose spiegabili come le vibrazioni e la temperatura a quelle più irrazionali come quelle legate alla nostra psiche) e di vivere in modo più armonioso e sereno il nostro rapporto  con gli altri. 

 

 PRESENTAZIONE 

 

Non è una domanda sul senso della vita. Questa ha il significato che ognuno di noi decide di darle ed è un argomento di cui vale la pena  discutere.

 

Non si tratta nemmeno di una domanda puramente metafisica anche se riguarda settori che tradizionalmente appartengono al dominio.

 

Nel fondo di questa questione c’è un interrogativo fondamentale che ancora non ha trovato una risposta esauriente.

 

Quando ci riferiamo alla realtà parliamo di cose tangibili (atomi, molecole e particelle) ma questa naturalmente è solo la nostra realtà DIRETTAMENTE ATTRAVERSO I NOSTRI SENSI, I 5 SENSI o indirettamente attraverso le macchine.

 

E poi, ciò che percepiamo corrisponde davvero a ciò che i nostri sensi ci trasmettono?!

 

Noi costruiamo una immagine della realtà, qualcosa che non sta lassù, tra stelle e galassie, ma bensì soltanto nella nostra testa.

 

Tali cosmologie potrebbero rivelarsi un inganno, la creazione non di una o più divinità ma bensì i sensi di intelligenze artificiali che sono in un mondo per noi impossibile da cogliere nelle nostre limitate  percezioni.

 

Ad esempio, le parti coscienti del nostro cervello realizzano un trucco di montaggio molto astuto per convincerci che il suono e la luce viaggiano alla medesima velocità.

 

Infatti, se facciamo schioccare le dita davanti agli occhi percepiamo tre

cose come se avvenissero contemporaneamente: il suono  dello schiocco, la visione delle dita che schioccano e anche la decisione stessa di farle schioccare in quel preciso momento.

 

I nostri sensi si attivano quindi, come se si trattasse di una unica azione, cosa che invece non è.

 

Ecco quindi spiegato il vero motivo di tale percorso: mettere in moto ed interagire con i nostri 5 sensi, capendone i limiti ma anche scoprire quanto vi possa essere una realtà che sfugge ai nostri sensi, che esiste e che a volte abbiamo difficoltà a capire ed accettare e che fa parte soprattutto del mondo della nostra psiche, e quindi delle nostre emotività e del nostro inconscio.

 

Perciò, fare un percorso di isolamento sensoriale può aiutare molto sia la nostra psiche mentale che l'imparare  a capire quanto abbiamo ancora da scoprire del mondo che ci circonda.

 

Cosa, quest’ultima, che non appare affatto scontata.

 

Detto questo, perché non tentare di partecipare ad un simile percorso?

 

 

 

 

FINALITÀ

In Occidente, si tende a considerare il mondo che ci circonda soltanto attraverso le percezioni sensoriali (cosa ancora più accentuata con l'affermazione del consumismo  ormai dilagante), mentre l'ambiente in cui viviamo esiste anche al di là di esse.

 

Riscoprire quindi il valore del tempo, come elemento di vita e di rilassamento del proprio io e non come elemento opprimente, dietro il quale dobbiamo sempre correre perché non ne abbiamo mai abbastanza.

 

Ma poi anche percepire diversamente e in modo più completo e profondo le cose che ci circondano, al fine di apprezzarle maggiormente.

 

Tutto questo comporta una nuova scoperta del nostro essere sul piano temporale e spaziale, portando a un rilassamento generale della nostra persona e alla formazione di una attitudine più umile e profonda.

 

In secondo luogo, siamo abituati anche nei confronti dell'altro a considerarlo soprattutto attraverso le nostre percezioni sensoriali, sbagliando molto spesso la valutazione che se ne fa.

 

L'isolamento sensoriale eseguito  con certe varianti permette di approcciare in modo diverso le persone e di considerarle ben al di là delle nostre percezioni sensoriali, creando basi relazionali nuove e originali, fondate su forme di dialogo più significative di quanto possano fare i nostri sensi, che comunque sia sono sempre limitati in questo ambito.

 

Un esempio fra tutti: dopo avere provato una simile pratica, sarà ben difficile essere ancora razzisti o insofferenti a "pelle" nei confronti di chicchessia.

 

Provare per credere!



 

SVOLGIMENTO DI UN SEMINARIO:

 

- una prima fase teorico pratica comprendente una presentazione teorica dell’esperimento a cui seguirà un coinvolgimento pratico di tutti i partecipanti allo stesso. Poi, vi sarà una condivisione in gruppo circa le impressioni vissute nella realizzazione dell’esperimento.

 

- una seconda fase dedicata ad attività di gruppo destinate a scoprire forme di socializzazione extrasensoriali tra i partecipanti. Anche in questo caso vi saranno momenti di condivisione tra questi ultimi circa le impressioni percepite nel corso delle varie attività.


 

IMPOSTAZIONE DEL PERCORSO:

 

1° incontro (seminario):

 

durata 4 ore circa. Prima parte dedicata alla sfera individuale nella quale grazie alla voce guida e ai suggerimenti del conduttore si fanno attività di isolamento progressivo dei sensi primari (vista, udito, olfatto). Seconda parte dedicata a attività di carattere collettivo in isolamento sensoriale parziale o totale. In ognuna delle due fasi, vi sono sempre momenti di confronto e condivisione tra i partecipanti con la mediazione del conduttore.

 

2° incontro:

 

durata dalle 6 alle 8 ore. Può essere fatto in due giorni o su un giorno intero. E' sempre diviso in due parti, in modo analogo a quanto avviene nel seminario, ma le attività vengono fatte anche in ambiente esterno e prevedono specie nella fase collettiva, un coinvolgimento maggiore dei partecipanti. Un momento importante per quanto riguarda la fase individuale è dedicata al confronto e alla condivisione delle esperienze fatte in casa propria durante il lasso di tempo tra il seminario e questo incontro. Il raggiungimento dell'isolamento sensoriale totale si fa anche qui in modo progressivo e rimangono importanti i momenti di confronto e condivisione tra i partecipanti.

 

3° incontro:

 

durata di 4 ore circa. Sulla base degli incontri precedenti e delle esperienze fatte in casa propria (sia sul piano individuale che eventualmente familiare), i partecipanti autogestiscono l'incontro confrontandosi e mettendosi in gioco sia in attività individuali che collettive. Il tutto sotto la supervisione del conduttore che può suggerire e consigliare i partecipanti.

Periodo di tempo tra un incontro e l'altro: da uno a due mesi.

Finito il percorso, l'auspicio è che i gruppi così formati possano continuare a vivere di vita propria e a confrontarsi in un percorso di crescita individuale e collettiva innovando o ripetendo le attività ad esso legate, mantenendo un rapporto epistolare e costruttivo col conduttore.

 


RIFLESSIONI, DIFFERENZE E DEFINIZIONI

 

LA PAURA DEL BUIO! (di Yvan Rettore)

 

Specie nella società occidentale, il buio è stato  sempre assimilato alla morte e la luce alla vita.

 

Da qui paure e timori legati al buio sono presenti ovunque nelle nostre città. Lo si vede perfino dall'inquinamento luminoso dirompente che ci impedisce di ammirare le meraviglie  del cielo notturno.

 

Invece, è proprio nella riscoperta del buio come componente essenziale del nostro essere e del nostro mondo, che possiamo recuperare un rapporto diverso e più profondo con noi stessi e con gli altri.

 

Attraverso il buio, gli altri sensi riacquistano una valenza maggiore, ma anche la nostra immaginazione, le nostre fantasie sul mondo circostante si acuiscono in modo notevole.

 

Ad esempio, è nel sonno che possiamo entrare nel mondo fatato dei sogni e vivere nuove emozioni legate alla nostra persona e alle relazioni che intratteniamo.

 

Ma è anche chiudendo gli occhi e respirando con calma che possiamo trovare attimi di pace e serenità.

 

Quindi, l'isolamento sensoriale vuole portarci anche a rivalutare il buio e a viverlo non come una cosa negativa, ma bensì come un arricchimento del nostro essere quotidiano nel percorso della nostra esistenza.

 

 

 

IL TEMPO CREA LA NOSTRA VITA!

(di Anna Russo)

 

Il tempo crea la nostra vita.

 

E' la chiave del nostro modo di percepire qualsiasi cosa, dal funzionamento della nostra mente agli eventi che segnano il nostro passaggio dalla nascita alla morte.

 

Forse possiamo immaginare un universo senza ...tempo. Il tempo produce paradossi di ogni sorta, tanto per cominciare si può usare l'esistenza del tempo per dimostrare che nulla è reale. Il passato è morto esattamente come chi ha smesso di vivere, non è più' reale dei sogni, giusto?

 

E il futuro non è ancora accaduto.

 

Quindi tutto ciò che deve arrivare è soltanto immaginazione.

 

Ad esser reale pertanto, è solo quell'infinitesimale frammento di tempo tra passato e futuro, che naturalmente equivale a zero.

 

L'ISOLAMENTO serve per farci comunicare con il nostro io ed i nostri simili.

 

 

IL VALORE DEL SILENZIO! (di Yvan Rettore)

 

Oggi, la nostra vita quotidiana è invasa di suoni e rumori di ogni genere, alcuni piacevoli, ma parecchi (anzi troppi) risultano essere un'autentica tortura per il nostro povero udito.

 

A volte perfino ascoltare un brano musicale o un film diventa un'impresa, tanto che si finisce con l'ascoltare solo spezzoni e nulla più.

 

Alcune persone sono perfino terrorizzate all'idea del silenzio e di riscoprire suoni ormai sconosciuti, perché spesso soffocati dalla nostra civiltà ipertecnologica.

 

E' necessario quindi non solo recuperare il silenzio come valore fondante del nostro essere, ma anche riscoprire quella miriade di suoni che fanno parte dell'ecosistema in cui viviamo.

 

L'importante però è anche tornare ad apprezzarli e a dare loro il giusto spazio che spetta loro in quanto parte integrante del nostro essere su questo pianeta.

 

ISOLAMENTO SENSORIALE TOTALE: NON E' UN "FAI DA TE"! (di Yvan Rettore)

 

L'isolamento sensoriale totale non è una cosa come bere un bicchiere d'acqua, perché altrimenti non rende affatto l'idea del percorso di crescita che invece si può intraprendere attraverso seminari e corsi per aumentare il nostro grado di conoscenza del sé e le nostre capacità di socializzazione su un piano extrasensoriale.

 

Quindi partecipare ai seminari/corsi in questo senso risulta fondamentale e non è un piacere che fareste al sottoscritto, ma una cosa bellissima che fareste per voi stessi e per stare meglio sia col vostro essere che nei rapporti con gli altri.

 

I SENSI NON SONO 5, MA 9 E FORSE ADDIRITTURA 21! (di Anna Russo)

 

Sono almeno 9 oltre a vista, udito, tatto, olfatto e gusto.

 

Si deve aggiungere:

 

-propriocezione: capacità di capire dove ci troviamo nello spazio (posizione degli arti, della testa etc). (se ci pensi sai dove si trova per esempio un piede anche senza guardarlo)

 

-nocicezione: sensazione di risposta a un danno tissutale recepito come dolore a livello del cervello (dolore = componente emotiva della nocicezione)

 

-equilibrio: grazie al sistema vestibolare e agli stimoli propriocettivi (derivati da capsule articolari, fusi neuromuscolari, organi muscolotendinei del golgi)

 

-termocezione: del caldo e del freddo (sono 2 recettori diversi) che però in presenza di danno tissutale si attivano assieme alle fibre nocicettive.

 

-abbiamo inoltre recettori per le vibrazioni (corpuscoli del Pacini), per i movimenti  tangenziali (corpuscoli del Rufini), per il tatto profondo e superficiale.

 

Abbiamo poi recettori che per sensi che non vanno mai a livello cosciente e questi sono ad esempio:

 

-barocettori: per la pressione sanguina, che va tenuta costante e finemente regolata.

 

-chemocettori: per il pH del sangue. (i chemocettori non sono solo qui ma anche nella mucosa olfattiva e a livello dei calici gustativi.

 

Ma studi scientifici dicono che potrebbero essercene addirittura 21 da individuare. 

 

NON E' COME UNA CENA AL BUIO!

(di Yvan Rettore)

 

Le cene al buio oggi vanno di moda. Vengono pubblicizzate dappertutto e i partecipanti sono in costante aumento.

 

Sicuramente sono eventi che permettono di vivere intense emozioni e di scoprire un approccio diverso nello stare insieme agli altri.

 

Può essere quindi un momento originale per trascorrere una serata diversa dal solito e per conoscere gente nuova.

 

L'isolamento sensoriale totale va ben oltre questo tipo di eventi perché opera con maggiore intensità e in modo più profondo e completo sul nostro essere, sull'ambiente circostante e sulla costruzione di un rapporto più genuino e più vero con il prossimo.

 

E in tale percorso, la cena al buio (vissuta in modo però diverso) ne costituisce solo una componente.

 

 

ISOLAMENTO SENSORIALE: PERCHE'?

(di Yvan Rettore)

 

In Occidente, siamo ormai abituati a percepire l'ambiente circostante e gli altri quasi esclusivamente su base sensoriale, il che a volte può risultare pregiudizievole o ingannevole, perché l' uomo non è fatto di soli "sensi"!

 

Praticando l'isolamento sensoriale totale, si apprezza meglio sé stessi nel rapporto con l'ambiente circostante capendo che esiste una dimensione della realtà extrasensoriale che può presentare anche aspetti di rilassamento non indifferenti.

 

Inoltre permette di instaurare e di considerare in modo più profondo e su una base migliore i rapporti con le altre persone, che a prima vista possono sembrarci antipatiche (ad esempio su una base essenzialmente sensoriale) ma che poi alla fine magari non lo sono affatto.

 

Superare paure, limiti e pregiudizi per giungere ad una migliore conoscenza di sé, dell'ambiente e degli altri.

 

 

ODORI: ESSENZA DI VITA! (di Yvan Rettore)

 

Gli odori anche quelli più sgradevoli riempiono il nostro vivere quotidiano.

 

Odori legati alla nostra infanzia, alla natura, ai primi amori, a gioie e dolori, a eventi piacevoli e non...l'olfatto forse più di ogni altro senso rimane in stretto contatto con i nostri ricordi e la memoria del tempo andato.

 

E' un senso prezioso, notevolmente ridotto dalla nostra civiltà e che invece risultava di fondamentale importanza nelle società primitive e nomadi.

 

Permetteva di capire i vari cicli della natura, a reperire il cibo e ad annusare la presenza delle prede da cacciare.

 

Era un elemento di indubbio valore nell'eterna lotta dell'uomo per la sopravvivenza.

 

Oggi questo senso è così poco sviluppato che parecchi di noi fanno fatica perfino a distinguere gli odori e a differenziare i profumi dei fiori o delle piante.

 

E anch'io non faccio eccezione in questo.

 

Isolare questo senso, permette di scoprire meglio ed in modo diverso l'ambiente che ci circonda, "guardandolo" da un altro punto di vista e facendolo davvero proprio.

 

Ed è anche isolandolo, con l'assenza momentanea di altri sensi, che forse si potrà ridarli una giusta collocazione come senso fondamentale del nostro essere!

 

 

ISOLAMENTO SENSORIALE TOTALE: DEFINIZIONE E MOTIVAZIONI

(di Yvan Rettore)

 

Attraverso l'isolamento dei sensi primari (vista, udito e olfatto), si entra in una dimensione della realtà che spesso ci sfugge, ma che esiste.

 

Una realtà extrasensoriale in cui il tempo diventa astratto, i contorni e la percezione delle cose mutano notevolmente e gli elementi  extra-sensoriali del nostro corpo si risvegliano: percezione della temperatura, aria, vibrazioni, ecc...

 

E si acuiscono...

 

Si entra in uno stato di dormiveglia che rilassa e rinforza il dialogo col nostro essere sia sul piano fisico che della nostra psiche.

 

Oltre a questo aspetto, l'applicazione dell'isolamento sensoriale ai membri di un gruppo (specie se totale) permette a questi ultimi di coltivare forme di dialogo diverse, più profonde e intense che superano elementi pregiudizievoli e discriminanti verso il prossimo.

 

Facendo questo percorso, lo scopo è di comunicare meglio con noi stessi, usare meglio i nostri sensi e le nostre potenzialità extrasensoriali, e costruire un dialogo comunitario con gli altri partecipanti coi quali condividere periodicamente le proprie esperienze.  

 



PERCORSO DI ISOLAMENTO

SENSORIALE INDIVIDUALE E DI COPPIA

Non tutte le persone riescono ad affrontare le logiche tipiche di attività da fare in gruppo e quindi è utile prevedere un percorso preliminare per questo tipo di soggetti.

 

Questo limite può essere dovuto a timidezza eccessiva, timori infondati e traumi di vario genere.

 

Quindi va rispettato ed il soggetto va aiutato nel superarlo e nel riuscire a dargli eventualmente la possibilità effettiva di partecipare successivamente a un percorso di gruppo.

 

Di qui la necessità di proporre un percorso di isolamento sensoriale individuale che si articola in varie fasi:

 

1° "Rinascita": riscoperta del proprio essere.

2° Confronto di positività e negatività nell'approccio di ogni senso.

3°  Confronto di positività e negatività nell'approcio di elementi extrasensoriali.

4° Confronto di positività e negatività nell'approccio di elementi emotivi.

 

Fermo restando che permane l'isolamento visivo a ogni incontro, il raggiungimento di un isolamento sensoriale totale si ottiene in modo progressivo ed interagendo costantemente col soggetto, in quanto al superamento di ogni prova vi è sempre un importante momento di condivisione tra il corsista e il conduttore.

 

Il materiale da procurarsi è lo stesso di  quello previsto nel percorso di  gruppo con l'aggiunta di acqua e crema per il viso.

 

La durata del percorso indiduale varia tra le quattro e le sei ore.

 

Al termine del percorso, corsista e conduttore decidono insieme se è il caso di proseguire verso un percorso di gruppo o meno.

 

Esiste anche un percorso di coppia (marito e moglie, fratello e sorella, madre e figlia...) che si sviluppa secondo modalità analoghe a al percorso individuale (con lo stesso materiale) e che prevede un rafforzamento del rapporto attraverso un superamento dei contrasti in essere tra i partecipanti e un'esaltazione degli elementi che li uniscono.

 


LA GIORNATA SENSORIALE

ITINERANTE

Trattasi di un momento da vivere in modo assolutamente giocoso e rilassato, con lo scopo principale di divertirsi e scoprire qualcosa di più su di sé circa la propria persona e l’ambiente circostante.

 

DESCRIZIONE

 

E' un'occasione per "spogliarsi" di blocchi, timori e paure infondati per dialogare meglio con noi stessi e con gli altri e potere magari poi approfondire le scoperte fatte attraverso un vero e proprio percorso di isolamento sensoriale.

 

L’evento deve essere vissuto come una competizione perché questo rende più stimolante e divertente lo svolgimento delle attività proposte.

 

Ovviamente, ognuno rimane libero di scegliere sempre cosa fare e non fare, perché la cosa più importante di questo tipo di iniziative è divertirsi.

 

A prescindere dal fatto che ogni attività proposta rimane comunque sottoposta ad una libera scelta preliminare e che la sfera del piacere non è mai legata ad aspetti razionali, ma piuttosto soggettivi e per fortuna che è così!), i giochi sensoriali non si inquadrano affatto in un percorso di isolamento sensoriale e quindi rimangono fini a loro stessi e si limitano soltanto a dare un'idea su cosa significhino certi elementi che stanno dentro di noi ma di cui non siamo pienamente coscienti.